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Ulteriore scheda sulla Parrocchia antica di Loiano, attualmente sotto lo stesso Comune di Loiano (Bologna) estratta, in originale,  dall'opera:
"Le Chiese Parrocchiali della Diocesi di Bologna - Ritratte e descitte - Bologna Litografia Marchi e Corty - Tipografia di San Tommaso D'Aquino - 1844"
TOMO III.


 "PARROCCHIE ANTICHE DI LOIANO
E PARTICOLARMENTE DI S. MARGHERITA
DI FABBRARIA.

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Nell'elenco nonantolano del 1366, e nel Campione della mensa di Bologna del 1378, tre chiese con cura trovansi nominate sotto la "Pieve di Barbarolo";  sacre l'una a S. Margherita della Fabbrarìa, tenuta di remotissima erezione, l'altra a "S. Sinesio", e la terza a "S. Bartolomeo di Vezzano", e perchè tutte comprendevasi nel distretto di Loiano; pare da ciò, che questo luogo avesse in antico, e più vasto territorio, e più numerosa popolazione.

Ne' seguenti anni le due ultime Chiese si congiunsero alla prima, ma sul tramonto del XVI secolo quella di S. Bartolomeo ne fu separata, e data qual semplice beneficio a "Monsig. Ridolfo Paleotti" nobile bolognese Archidiacono della Metropolitana, morto poi Vescovo di Imola nel 1619, e passò quindi in possessione d'altri chiari Ecclesiastici, senza che venisse più a riunirsi alla Parrocchia

Nel 1447 la Chiesa di S. Margherita era chiamata, non più della "Febbraria", ma di Loiano, come rilevasi da un istromento rogato a' 12 Gennaio di Lodovico Cattanei (anc'oggi conservato dalla Reverenda mensa), in cui il Rettore D. Giacomo Berti fa certa locazione Enfiteutica a Mastro Saverio Formini Piccardo.

Ne' pari sia a dubitarsi che questa non fosse la chiesa medesima mentre in una Bolla delli 20 Luglio 1512, dal Canonico Giovanni Battista Dall'Oro, Vicario Generale del Card. Achille Grassi Vescovo di Bologna, per rinuncia fatta dal Rettore D. Camillo Manfredi, viene conferita a D. Giacomo Ramazzotti di "Scaricalasino", la Chiesa Parrocchiale di "S. Margherita di Loiano", alias di "Fabbraria".

Siffatta Chiesa, che or più non esiste, era posta verso Scannello in un luogo ripido e piuttosto alpestre, che discostandosi un buon quarto di miglio dal Borgo di Loiano tornava assai incomodo alle genti, sopratutto nella stagione invernale.

Il Giuspatronato di lei, e dell'altre unitevi, spettava in origine a' Conti di Loiano, spenti i quali, vi sottentrarono i popolani, ma dal 1587 in poi ne ha libera collazione la Mensa Vescovile. (vedi nota a)

E' notabile che nel 1515, anno in che fu visitata da Mons. Agostino Zanetti Vescovo di Sebaste, Vicario e suffraganeo del Card. Alessandro Campeggi, ella aveva già la Fonte Battesimale.

Trovasi nel suo Archivio un inventario del 1565, stato della Cura di S. Margherita, e compilato nel 1741 dal Rettore D. Giovanni Maria Pupilli il quale raccolse in esso le notizie delle carte più antiche che allora esistevano.

Enumera questo inventario undici Rettori dal 1565 fino ad esso Pupilli, avendi principio da un D. Girolamo Calamilla.

Dice inoltre che la "sacra della Chiesa di S. Margherita non si sà".
Appare infine da esso che il Calamilla, o sia stato primo Rettore della Parrocchia; od almeno colui che incominciò a lasciar memorie scritte in quella Chiesa.

Il che si mostra tanto più probabile, che il libro de' battesimi non principia che dal 1566.

Non ostante l'angustia di questa Chiesa, e il disagio di recarvisi durò ad essere Parrocchiale pe' Loianesi infino all'anno 1806 in cui venne abbandonata.

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NOTE:

nota a - 

L'espressione mensa vescovile indica l'insieme dei beni a disposizione della Diocesi per garantire una rendita sufficiente al mantenimento del Vescovo, della sua residenza e della Curia Sacerdotale

Si tratta di un istituto regolamentato dal "Diritto Canonico" rimasto in vigore in tutte le diocesi italiane, anche dopo le leggi eversive del 1866 che esentò le mense vescovili del passaggio forzato dei beni ecclesiastici allo Stato. Ma con l'accordo del Concordato (1984), i beni delle mense confluirono negli Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero, che assunsero pertanto la proprietà dei beni suddetti.

on 30 Agosto 2021

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